sabato 20 aprile 2013

Civita di Bagnoregio



Siamo ormai entrati nel weekend e visto che le belle giornate sono arrivate, vi consiglio di fare un giro nel paese che vi presento oggi. Sono stato a visitarlo e devo dire che Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia unico nel suo genere.




La scheda del borgo

Provincia di Viterbo

Come si raggiunge

In auto:SS Cassia fino a Montefiascone, poi SS Umbro-Casentinese direzione Orvieto, dopo 10 km. bivio per Bagnoregio.
In autostrada, A1 Firenze-Roma, uscita al casello di Orvieto.
Da Viterbo, SP Teverina che corre parallela al corso del Tevere.
In treno:stazione di Orvieto, linea Firenze-Roma.

Altitudine

m. 462 s.l.m.

Distanze in km

Firenze 200, Roma 100, Perugia 100, 
Orvieto 21.

Abitanti

860 (8 nel borgo).

Patrono

San Bonaventura, 15 luglio.

Informazioni turistiche

Comune di Bagnoregio:
tel. 0761780815-0761760206,
fax 0761780837.
Pro Loco:tel. 0761780833.
Porta del Parco:tel. 0761760053.

INTERNET


Storia, arte, cultura e tradizioni, sono i requisiti fondamentali di un territorio che sembra quasi essersi fermato in un passato ricco di avvenimenti.



Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte, la "Città che muore", ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude un ciuffo di case medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie.



Un borgo di 8 abitanti pieno di sorprese


Il colle tufaceo su cui sorge Civita è minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall’azione delle piogge e del vento: si sta dunque sgretolando, lentamente ma inesorabilmente.




Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando - si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana.
La più bella definizione di Civita è del suo figlio Bonaventura Tecchi: “la città che muore”.


Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” - quasi - del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.


Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, ecco Civita, appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo ciuffo di case medievali.
Addentrandosi nell’abitato (si fa per dire: vi vivono poche persone), il primo importante monumento che si incontra è la Porta S. Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi.
Più avanti la via S. Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la romanica Chiesa di S. Donato rimaneggiata nel XVI secolo.


In essa sono custoditi uno stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco, della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino.




I palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si impongono  nelle viuzze con le tipiche case basse con balconcini e scalette esterne dette “profferli”, tipiche dell’architettura viterbese del medioevo.
Nel capoluogo Bagnoregio, meritano una visita la rinascimentale Porta Albana, il cui disegno è attribuito all’architetto Ippolito Scalza, il Tempietto di S. Bonaventura, a croce greca e a cupola, e la Cattedrale di S. Nicola.
L’attuale tempio, ammodernato una prima volta nel 1606, ha subito varie modifiche.


Tra le cose notevoli, una Bibbia del XII sec. in pergamena miniata, forse appartenente a S. Bonaventura e la teca argentea a forma di braccio benedicente nella quale si conservano le reliquie del Santo.
Da vedere anche la Chiesa romanico-gotica dell’Annunziata, affiancata da uno slanciato campanile del 1735 e ricca di opere pittoriche.
Notevoli il chiostro realizzato nel 1524 su disegno dell’architetto Michele Sammicheli e il pozzo centrale del 1604, opera di Ippolito Scalza.


Sul bordo orientale del Belvedere, dove c’era il convento francescano, è scavata nel tufo una grotta detta di S. Bonaventura.
Secondo la tradizione, qui il filosofo adolescente, sarebbe guarito dopo che la madre ebbe invocato Francesco d’Assisi, morto da poco (il 3 ottobre 1226).



Il prodotto del borgo

Ottima, perché assolutamente artigianale, la lavorazione della carne suina, anche nei prodotti offerti al pubblico dalle macellerie, che sono anche norcinerie (prosciutto, salsiccia, capocolli e lombetti, pancetta arrotolata con spezie e aromi, porchetta).

Il piatto del borgo

Le fettuccine rigorosamente fatte con il sugo interiora di pollo.

Dove mangiare

  • Ristorante Antico Forno

    Piazza Duomo
    Tel: 0761-760016

    Piatti tipici locali da gustare nell'atmosfera magica di Civita.Una cucina tradizionale che propone le specialità dell'alto Lazio e della bassa Toscana.
  • Il Boschetto

  • Hostaria del Ponte

  • Bruschetteria Vecchio Frantoio

  • Bruschetteria di Bastoni Arianna

  • Il Fumatore




 Dove dormire


B&B Butterfly

Via Antonio Diviziani
Tel: 347-8255550
Web: www.butterfly.vt.it



Romantica Pucci

Piazza Cavour
Tel: 0761.792121
Web: www.hotelromanticapucci.it


 B&B Civita

P.za Duomo

Tel: 0761-760016 Situato in una palazzina del 1400, con camere che si affacciano sulla piazza principale del paese.Tanti comfort e un’atmosfera magica,fuori dal tempo.



Amedeo Liberatoscioli