sabato 13 aprile 2013

L’IRONIA DEL DESIGN

Che il mobile potesse essere bello, ce l’ha insegnato la storia, che dovesse essere funzionale l’ha detto il Bauhaus, lasciando un forte eco che giunge forte e chiaro fino ad oggi,


che diventi spesso uno status-symbol, beh, è evidente, all’idea che sia tecnologico ci stiamo comodamente abituando...

ma che un arredamento possa anche far ridere?


Oggi mettetevi comodi:
parliamo di sedute.


 

Quanti conoscono il Divano Bocca? E’ un progetto del 1971 di Gufram. Un oggetto quasi di culto per tutta la cultura post-Pop-Art.


Provate ora a lasciarvi andare sopra una morbida coltre damascata, chiudete gli occhi, lasciate che il sontuoso intaglio ligneo incornici voi, seduti in una poltroncina come alla corte di Luigi XIV.

Scordatevi tutto: siete seduti sulla poltrona Proust, frutto della mente di Alessandro Mendini.


Poltrona Proust, A.Mendini, 1979


In questo netto esempio di postmodernismo, i fasti di un salotto classico vengono smitizzati attraverso una scelta cromatica che strizza l’occhio al divisionismo, quindi interamente decorata per macchie di colore. Anche la texture omogenea sembra voler sconsacrare il ruolo della decorazione, anch’essa “trattata” cromaticamente come tutto il resto dell’oggetto. Era il 1979, e Mendini la progettava con Studio Alchymia. La poltrona è in commercio tutt’ora.


E più che ironico, potremmo dire quasi sarcastico, è il punto di vista del giovane Nacho Carbonell,


artista Tedesco che ha sviluppato diverse collezioni attorno alla seduta, e che ne enfatizza a volte le opportunità di apertura e di incontro sociali, a volte esaspera la nicchia solitaria che un posto a sedere delimita nello spazio attorno a chi vi si siede. Per chi non smette mai di filosofeggiare.
Un giro sul suo sito è comunque consigliato.
A tutti coloro che vivono con un animale, è consigliata la seduta:  Poltrona per Due, è un idea della giovanissima Viviana de Grandi realizzata da Fratelli Valente. Si tratta di una poltroncina che “non ha spazio da perdere”,  infatti include tra le gambe una morbida cuccetta.

C’è chi invece non può rinunciare al gioco neanche quando risposa! Come


Stefano Grasselli, 2010 TETRIS

Stefano Grasselli, 2010 TETRIS

anch’egli giovanissimo, che progetta un mega Tetris imbottito. Il divano, che può rispondere così alle più diverse esigenze estetiche e funzionali, si compone, come il famoso gioco, incastrando elemento per elemento.  Il progetto è stato esposto lo scorso Aprile al WorldJoinCenter di Milano, in concomitanza col Salone del mobile. E’ uno dei 40 progetti vincitori del Decò 2010, iniziativa della regione Lombardia volta a far incontrare Designers e Aziende.

Consigliato a chi non si prende troppo sul serio.

Contro il grigiore delle città ci viene in aiuto, direttamente dagli emirati arabi, Mow Chair. L’ armoniosa panca ha una particolarità: il cuscino vive! Si tratta infatti di una panca in legno con seduta rivestita d’erbetta vera.


Interessante il contrasto dei colori e l’accostamento materico legno-erba. Vivamente consigliata agli animi bucolici.

Un progetto che ama l’arte, ma non troppo, è Monnalisa Chair.



Una sedia che non è una sedia. E un quadro che non è un quadro. Si tratta infatti di un oggetto trasformabile che, se richiuso, è una copia della Gioconda di Leonardo, con cornice, ma poi, una volta aperto, è una sedia.
Viene da Toronto, Canada, e deve i natali a Lloyd Alter.


E a proposito di scherzi da designer :

Siete comodi? Troppo comodi?

Allora è il momento di spostarci sulla Sedia per visite brevi, del grande Bruno Munari.

Sedia per visite brevi
di
B. Munari; 1945



Probabilmente non semplicissima da collocare in spazi domestici,
Un tipico scherzo da designer.

E’ così che il genio di Munari risponde ai tempi rosicati e frenetici della vita moderna: una sedia che però non concede sosta! La seduta inclinata a 45 gradi snatura la sedia ed il suo significato, ma in compenso la innalza a oggetto specchio dei tempi.

Amedeo Liberatoscioli